Sonicstudio – Linux Studio, Pontassieve (FI)

Il Sonicstudio di Pontassieve è il piccolo studio registrazione di Alessio Pangos basato interamente su Linux.
Lo studio è composto da due ambienti, una regia e una sala ripresa.
Il design acustico della regia è il LEDE (Live End Dead End) con la parte frontale assorbente e quella sul retro che crea diffusione acustica grazie agli skyline. il concept della sala di ripresa è invece quello di creare un semplice sistema di diffusione-assorbimento tramite un rivestimento a scacchi alternati di pannelli in legno riflettenti e pannelli assorbenti in fibra di poliestere (completamente atossici e antiallergici) coperti di tela ignifuga, e 2 diffusori tipo skyline in legno, per ottenere un suono vivo ma sempre controllato e omogeneo.
Entrambe le sale sono dotate di ricambio d’aria grazie ad un impianto d’areazione completamente silenziato, e condizionatori split di tipo inverter. L’umidità è mantenuta a livelli ottimali.

La prerogativa del Sonicstudio e di Alessio Pangos è proprio quella di lavorare con linux e software open-source. Per questo motivo ci fa molto piacere riportare una scheda scritta proprio da Alessio a riguardo, che potrebbe far comodo a numerosi appassionati di Linux che vogliono buttarsi nella registrazione audio digitale:


SONICSTUDIO

UNO STUDIO DI REGISTRAZIONE PROFESSIONALE BASATO SU LINUX
“Se non usi Pro Tools sei fuori dal mercato”.
Ci sarebbe molto da discutere su questa frase, però rimane interessante vedere come il primo passo in assoluto da fare sia di riconsiderare affermazioni di questo tipo alla luce dei recenti sviluppi di piattaforme open-source alternative. Questo allo scopo di illustrare se, e come, sia possibile realizzare uno studio di registrazione professionale interamente basato su Linux.


JACK
JACK è IL server audio professionale per Linux per definizione. E’ il corrispondente più prossimo del server ASIO per sistemi Windows, ma anche molto di più. Consente di gestire latenze bassissime, effettuare qualunque tipo di routing del segnale audio (e midi) nel sistema, e interconnettere e sincronizzare (anche via cavo o internet) qualunque software si stia utilizzando anche su più computer, salvare le connessioni o crearne di automatiche. Per questo motivo utilizzare in sincrono un software per il midi sequencing e uno per il tracking diventa un’operazione possibile anche avendo più computer dedicati che operano in contemporanea via cavo (tramite netjack).

ARDOUR
Ardour è il DAW di Linux per eccellenza, open-source, gratuito, professionale, il suo sviluppo continuo e incessante è finanziato in larga parte volontariamente dagli stessi utenti, e per la restante parte da aziende del settore (SSL, Harrison). Una di queste in particolare merita una menzione: si tratta di Harrison, una delle ditte più famose nella produzione di console analogiche e digitali, che ha deciso di basare interamente su Ardour il suo Mixbus, un nuovo DAW che sfoggia una stupenda interfaccia modellata proprio sulle console analogiche della Harrison, che ha potuto, grazie alla base open-source del software, ridurne i costi di sviluppo fino a proporre un “ridicolo” prezzo di lancio che si attesta intorno agli 80 euro. È questo uno dei vantaggi del software libero: la riduzione dei costi.
Nel nostro caso particolare, abbiamo un DAW (Ardour) capace di gestire un numero illimitato di tracce a risoluzione 32bit-floating point, automazioni per ogni singolo parametro di ogni plugin utilizzato, un summing-engine di assoluta qualità, infinite possibilità di routing/monitoraggio del segnale e di sincronizzazione con audio/video di quasi tutte le applicazioni professionali esistenti per Linux, tutto questo e molto altro assolutamente a costo zero. Inoltre, sono disponibili plugin nei formati LADSPA, LV2, VST.

SISTEMA E PRESTAZIONI
Grazie alla sua flessibilità, è possibile modificare il comportamento del kernel Linux per adattarlo alle più alte esigenze di performance. Sono disponibili da diverse fonti sulla rete dei kernel a bassa latenza già “impacchettati” per questo uso, che in pratica sacrificano un po’ di reattività per un normale uso desktop a favore dell’utilizzo professionale in campo audio. Inoltre, aggiungiamo a questa caratteristica le performance di un RAID software dei dischi rigidi, che in ambiente Linux risulta molto efficace. Sulla nostra macchina Ubuntu 10.04 con scheda audio RME Multiface II, riusciamo a gestire 36 canali in&out, con 5 canali monitoring stereo separati, in ognuno dei quali è possibile un submix personale con qualunque tipo di effetto software su qualunque strumento, panning e volumi personalizzati, il tutto senza sovraccarico della CPU a solo 1,5 msec di latenza! E’ vero che molte schede audio professionali (come RME appunto) consentono anche il monitoraggio diretto del segnale a latenza zero, ma in questo modo bisogna ricorrere a unità esterne per ogni tipo di effetto che si vuole applicare al segnale da monitorare. Così invece tutto è gestibile comodamente via software aprendo un mondo di possibilità ad una latenza talmente bassa da non alterare in nessun modo il groove della performance musicale.

Il sistema scelto è Ubuntu 10.04, versione con supporto a lungo termine, una piattaforma stabile su cui è facile trovare supporto per ogni tipo di problema, e per cui è particolarmente immediato reperire qualunque software. Esistono distribuzioni Linux più improntate ad un uso audio (AVlinux, KXstudio), ma con qualche configurazione in più si può ottenere su Ubuntu un sistema altrettanto specializzato e performante, con in più la comodità di un supporto facilmente reperibile ovunque. In Italia, ESSEDI vende computer altamente personalizzabili (anche ultra-silenziati) con Ubuntu preinstallata, compatibilità dei componenti certificata e assistenza software/hardware di alto livello.

PLUGINS
Purtroppo, non si può dire che su piattaforma Linux la scelta di software plugins nativi sia vasta come quella disponibile utilizzando altri sistemi operativi, ma è comunque di tutto rispetto, e se si decide di utilizzare i plugin VST per Windows si aprono possibilità ulteriori. Sembra incredibile, ma grazie al software Wine è possibile far funzionare moltissimi plugin VST e strumenti VSTi nativi per Windows in ambiente Linux, integrati in Ardour o in modalità stand-alone. Tutto questo senza perdita di prestazioni, solo con un affidabilità non sempre all’altezza, qualità quest’ultima variabile da plugin a plugin e verificabile unicamente dopo qualche ora di utilizzo. I plugin commerciali Linuxdsp (www.linuxdsp.co.uk) in formato LV2 nativo per Linux, comunque, coprono da soli il 90% delle necessità che si possono avere in studio, con qualità e affidabilità ai massimi livelli, e l’utilizzo di qualche VST per coprire il 10% mancante non rappresenta, in fondo, un grave problema. Esistono poi moltissimi plugin LADSPA gratuiti, che però tendono ad essere scarsamente mantenuti e affidabili e di cui sconsiglio quasi del tutto l’utilizzo in ambito professionale, sebbene alcuni possano essere di qualità sorprendente.

MIDI SEQUENCING
L’imprescindibile MIDI Sequencing viene svolto egregiamente dal software Rosegarden, completamente sincronizzabile tramite Jack con Ardour, il quale però, a partire dalla versione 3.0 disponibile probabilmente entro il 2011, avrà questa funzione integrata arrivando finalmente alla parità di caratteristiche presenti con i DAW più diffusi.

Al di là della maggiore comodità di una soluzione integrata, la speranza è che questa nuova spettacolare versione,, che conta innumerevoli novità e miglioramenti, funga da motore propulsivo per l’adozione della piattaforma Linux nell’ambito dell’audio professionale e per lo sviluppo di nuovi software per la stessa.

SONICSTUDIO
Al SONICSTUDIO riusciamo ad offrire servizi di qualità professionale a prezzi ridotti, e ad investire nell’acquisto di strumentazione di alto livello un capitale altrimenti normalmente dedicato all’acquisto e all’aggiornamento/mantenimento del solo software. Inoltre, la qualità che siamo riusciti a ottenere grazie alle scelte innovative in questo campo è stata da sempre esclusivo appannaggio di studi con budget molto più ampi del nostro. Questo vantaggio compensa pienamente l’eventualità di doversi scontrare con la diffidenza di chi non ha mai sentito parlare delle soluzioni in uso da noi.
Fino ad oggi, al SONICSTUDIO siamo rimasti assolutamente soddisfatti della scelta.