Santuario di Maria Theotokos, Loppiano (FI)

CH74-30-08La nuova chiesa è stata progettata dallo studio Centro Ave che ha sede a Loppiano vicino a Incisa Val d’Arno, FI. La chiesa è parte integrante del complesso edilizio che si sviluppa, seguendo il terreno che ha 7 metri di dislivello da un estremo all’altro, su tre livelli e comprende anche un auditorium e altri spazi polivalenti a servizio delle attività della cittadella.

Fabrizio Giovannozzi, oltre ad aver partecipato come consulente alla fase di progettazione della chiesa per la correzione acustica, ha progettato e realizzato nel 2006 un impianto audio ad hoc che permette l’esecuzione di musica dal vivo di qualità elevata, e lo ha implementato con un sistema automatico di gestione dei microfoni, tarato per differenti situazioni (funzione religiosa, musica, propagazione sonora all’esterno della chiesa) e per un diverso numero di ascoltatori/fedeli.
La chiesa è stata utilizzata con gran successo anche per una diretta RAI di un’importante funzione religiosa in cui era presente la musica dal vivo, gestita totalmente con l’impianto da noi progettato.

Qui riportiamo un po’ di informazioni su questa splendida chiesa moderna, tratte dal sito dell’editore www.dibaio.com.

Un piano inclinato verso il cielo

gallery_19625_1104_50982“Umile e alta” si eleva come fosse espressione naturale del luogo. Anche un gesto semplice sa essere pieno di grazia e ricco di significato. Così un’opera corale, realizzata nel centro del Movimento dei Focolari, si presenta con un disegno che, nella logica soave cui si ispira, esprime coerenza, unitarietà, continuità in tutti gli aspetti artistici e progettuali.

Chiesa Oggi 74 – Architettura e Comunicazione
Di Baio Editore

CH74-30-01Le colline, ordinatamente rigate da filari di viti e ulivi, digradano con dolce movimento verso il letto dell’Arno. Le strade che vi si adagiano sono pacatamente incorniciate dai cipressi: il panorama rimanda agli scenari che fan da sfondo alle pitture quattrocentesche. E’ questo l’ambiente – espressione di un meraviglioso equilibrio tra il rigoglio della natura e l’orditura sapiente imposta dalla mano dell’uomo – dove, a una ventina di chilometri da Firenze, nel Comune di Incisa in Val d’Arno, il movimento dei Focolari ha posto il suo centro. E qui è stato eretto il santuario, dedicato a “Maria Theotokos” (“Madre di Dio”) che ne costituisce il luogo di riferimento.Tra gli obiettivi primari dei suoi progettisti v’è stata la cura dell’inserimento nel contesto. E’ un progetto nato dall’équipe di architetti e artisti del Centro Ave Arte, sorto nel ‘61 all’interno del Movimento dei Focolari con lo scopo di coltivare, in un cenacolo comunitario, varie iniziative di carattere artistico, per “saziare la sete di bellezza diffusa nel mondo”, come richiedeva Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento.
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La struttura del Santuario, con il campanile che contiene la cappella ecumenica e un appartamento, è parte di un complesso polivalente che si sviluppa su più livelli, di cui i due più ampi sono quasi completamente interrati e comprendono un auditorium con altre sale e servizi collegati per convegni, attività culturali e artistiche, iniziative di dialogo ecumenico e interreligioso, programmi di formazione per i giovani.

CH74-30-03ll Santuario, realizzato anche grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana, sorge nella cittadella di Loppiano, Centro di Spiritualità, un luogo che accoglie una molteplicità di edifici – storici, rurali e moderni – e di attività, e che è volto a proporre a quanti vi soggiornano per periodi che variano da pochi giorni a due anni, la realizzazione di una società rinnovata da un profondo spirito di unità. Ave Cerquetti, scultrice e ideatrice dell’edificio (oltre che responsabile del Centro Artistico che da lei prende il nome), riferisce:“Chiara Lubich ci ha commissionato questo progetto, dopo un incontro avuto col Vescovo della Diocesi di Fiesole, Mons. Luciano Giovannetti. Ci chiese di pensare a come esprimere la grandezza di Colei che, Madre di Dio, porta il Divino in terra come un celeste piano inclinato che dall’altezza vertiginosa dei cieli scende all’infinita piccolezza delle creature. CH74-30-05Nacque così l’idea di questo tetto verde-azzurro come il cielo, un ampio piano inclinato che sorge dal terreno e sale, deciso e costante, al culmine della costruzione, coronato dalla torre campanaria; quest’ultima, coperta da una falda triangolare dorata, con la sua forma chiara e pura costituisce un esplicito riferimento trinitario”. La torre è unita al corpo dell’edificio da una zona interamente vetrata, nella quale è collocato il grande tabernacolo, inserito in un elemento scultoreo in bronzo dorato: così la custodia eucaristica trova la sua collocazione propria al di fuori della zona presbiteriale, come previsto dalle norme liturgiche, nella cappella del Santissimo, ricavata entro lo spazio triangolare alla base del campanile. L’interno della chiesa, a pianta ellittica, è caratterizzato dalla vetrata centrale che domina il presbiterio: da questa, con la sua molteplicià di tonalità di azzurro, traspare il tabernacolo.

CH74-30-06Realizzata in tecnica “collage”, la vetrata, disegnata dalla portoghese Dina Figueiredo, riprende il tema di Maria Theotokos – Madre di Dio – che come un grande cielo azzurro contiene il sole, emblema del Signore. La parte centrale è scorrevole, per permettere di accedere al tabernacolo direttamente dal presbiterio. Altre ampie vetrate laterali (per un totale di circa 150 mq), realizzate “a piombo”, si fondono con l’architettura scandendone gli spazi con la forza del colore e in continuità di linee.CH74-30-10 Quella di sinistra, in continuità col battistero e la penitenzieria, è un invito a meditare il mistero della Passione. Parte dal giovedì santo, quando Gesù pronuncia la preghiera al Padre per l’unità (“che tutti siano uno”), e giunge fino alla crocifissione, con la forza espressiva dei colori del martirio: i rosa purpurei, il rosso scarlatto, i viola e l’azzurro cupo trasmettono l’intensità e la crudezza delle ore passate sotto il peso della croce. I colori irrompono al centro di un movimento ascensionale che culmina nell’ampia luce della Resurrezione, nella quale vibra tutta la terra. Sul lato opposto, un’ampia parete accoglie il grande quadro, opera di un artista indiano di religione indù, che raffigura Maria col Bambino: l’opera fu benedetta da Giovanni Paolo II nel settembre 2004. In continuità con la Cappella della Madonna, la vetrata di desta rappresenta le tappe della vita di Maria: prima l’Annuncio, poi l’Incarnazione (nei colori giallo-oro) fino al fuoco della Pentecoste e alla pienezza della Gloria.
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